LOCAZIONE, QUALE CONTRATTO SCEGLIERE

Il Codice Civile definisce la locazione come “il contratto col quale una parte si obbliga a far godere all'altra una cosa mobile o immobile per un dato tempo, verso un determinato corrispettivo” (art. 1571).

Se la definizione è di facile lettura e chiara a tutti, un po' più complicato può essere la scelta del tipo di contratto da scegliere per le locazioni abitative. Oggi sono identificabili 4 tipi di contratto diversi ed altre meno comuni.

 

Contratto 4+4

E' il contratto a libera determinazione del canone. Questo contratto lascia libertà alle parti, locatore e conduttore, di fissare liberamente l'ammontare del canone ma impone la durata della locazione a 4 anni, rinnovabili per pari periodo salvo alcune deroghe. Alla seconda scadenza, dopo 8 anni, i vincoli diminuiscono.

Contratto concertato 3+2

In questa tipologia di contratto il canone è determinato da parametri fissati da appositi Accordi Territoriali stipulati dalle associazioni di categoria che tengono conto del territorio e del tessuto economico specifico di ogni area. La durata è inferiore e vi sono alcune interessanti agevolazioni fiscali.

Contratto transitorio

Pensati per gestire locazioni che abbiano una durata limitata nel tempo, questi contratti non possono durare oltre i 18 mesi e devono essere giustificati da comprovate esigenze di transitorietà del locatore o del conduttore; vi è l'obbligo di documentare queste ragioni e alla scadenza il contratto non si rinnova. Anche questi contratti devono prevedere un canone che rientri nei parametri fissati dagli Accordi Territoriali.

Contratto per studenti universitari

Nati per soddisfare le esigenze degli studenti fuori sede, hanno durata compresa tra 6 e 36 mesi, rinnovabili una sola volta per pari periodo. Possono essere stipulati in quei comuni dove c'è una sede universitaria, nei comuni limitrofi o dove vi sia un corso distaccato. Il canone è fissato anch'esso dai parametri imposti dagli Accordi Territoriali.

 

Altre tipologie assimilabili alla locazione sono i contratti ad uso foresteria, dove un'azienda assume in locazione un immobile per soddisfare esigenze abitative temporanee di propri lavoratori, ed il comodato gratuito, dove il proprietario, detto comodante, concede l'uso di un'abitazione ad un secondo, detto comodatario, a titolo gratuito, per un determinato periodo di tempo, con l'impegno di riconsegnarlo alla scadenza o alla richiesta nello stato in cui è stato ricevuto.